Juergen E. Stolte - Corrugated art, Wellpappenkunst, Art et Carton
Home
Jürgen E. Stolte
Ansichten
Skulpturen
Kataloge
Kontakt
Facebook
Datenschutz
Impressum
 
 
Jürgen E. Stolte     deutsch     englisch     italienisch     franzoesisch

 
Juergen E. Stolte ESTRAPOLARE IL NUOVO DALLA TRADIZIONE
 
Osservazioni sulla pittura di Jürgen E. Stolte
 
Harold Rosenberg, ideatore della Action Painting americana e vocato a dare una cornice filosofico-psicologica a questo movimento artistico, disse una volta: "Ai giorni nostri, ogni nuova opera deve discernere ciò che nella pittura passata è rimasto vivo da ciò che è morto. La riflessione dell'artista sulla storia è parimenti una riflessione su se stesso, sul suo gusto, sui suoi interessi spirituali e sul giudizio sociale, ovvero sui segni che lo muovono. In quest'epoca di autocoscienza storica, la fonte di un'opera significativa non è il genio individuale, bensì la doppia riflessione dell'artista sulla sua eredità estetica e sulla relativa acquisizione specifica."
 
Anche dopo cinquant'anni queste frasi si adattano perfettamente a Jürgen E. Stolte. Solo che per lui il titolo del libro dal quale è tratta la citazione di Rosenberg andrebbe capovolto: anziché "The Tradition of the New","The New of the Tradition". Poiché attraverso le opere di Stolte emerge sempre più vigoroso non solo un vivo interesse per gli antichi maestri, ma anche il bisogno di mostrare ciò che di essi ai giorni nostri è ancora valido e virulento.
 
Che la sua opera non si fossilizzi in un timoroso rispetto lo dimostra anche solo la tecnica che lui ha sviluppato in modo completamente autodidattico. Per la pittura preferisce infatti il cartone ondulato - spesso montato su tela - come supporto della linea grafica, dei pastelli a olio, dei colori ad olio ed acrilici e contemporaneamente anche come vera e propria controparte fisica, che bisogna addomesticare smantellandola. I cubisti e i dadaisti avevano già introdotto il materiale industriale nell'arte e lo avevano inserito nei loro collage di immagini.
 
Jürgen E. Stolte dimostra piuttosto di praticare il décollage. Interviene sull'immagine grafica e pittorica provvisoriamente "finita" con coltelli e cazzuole, con l'intento di sollevare uno degli strati del cartone e lasciarne intatto un altro. Quest'operazione si svolge talvolta con sensibilità precisa, talvolta con slancio furioso. Aprendo il suo materiale e mettendone a nudo la struttura ondulata, lo solleva da qualsiasi destinazione profana e libera in esso il potenziale estetico latente.
 
Ma per esempio, a differenza dall'Arte Povera italiana, non si accontenta di indirizzare lo sguardo dell'osservatore verso le qualità sensoriali e immaginative del quotidiano. La vita stratificata e interiore del cartone ondulato interagisce e a volte intraprende una vera e propria lotta con i canoni figurativi degli antichi maestri citati da Jürgen E. Stolte. Rubens, Tiziano, Velazquez, Boucher, Degas, Manet, e soprattutto Rembrandt, le immagini della bellezza femminile incarnate nel nudo nel senso più puro, alle soglie del ventunesimo secolo hanno sempre affascinato questo artista. Solo quando le dissolve in modo espressivo o le addensa, sovrapposte a mo' di doppia esposizione, combinate con immagini subentrate dal mondo del consumo e dei media o alternate a gallerie d'immagini ornamentali astratte, estrapola dal patrimonio storico nuove possibilità interpretative. (Ed è palese che il suo modo di vedere subisca anche l'influenza della Pop Art, specialmente dei Combine Paintings di Robert Rauschenberg.)
 
Tramite la tecnica del décollage con cartone ondulato trasforma però i suoi motivi in modo ancora più profondo. Le storie che sono alle spalle delle opere degli antichi maestri, e che il pubblico odierno a malapena conosce, vengono sostituite dal dramma dei materiali. Attraverso una molteplicità di stimoli visuali e tattili, attraverso molteplici contrasti: tra superficie piatta e rilievo; tra la sgarbatezza di molti tagli e crepe e la finezza delle strutture interne; tra la forma negativa e quella positiva; tra i toni tenui sabbia e marrone della carta ed il colore lucente che la ricopre. La bellezza dei quadri di Stolte è radicata nella sua corporeità. Una corporeità però che è nel soggetto palese ma contemporaneamente anche nei colori e nel materiale portante che stimolano i nostri sensi.
 
© Dr. Roland Held, Darmstadt 2006